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ILLUMINAZIONE: MARGINI DI RISPARMIO E
INQUINAMENTO
• “Il cielo ? patrimonio dell’umanit? e per questo deve essere
conservato intatto” (Unione Astronomica Internazionale –
IAU, Kyoto 1997)
• “Le persone delle generazioni future hanno diritto ad una
terra indenne e non contaminata, includendo il diritto ad un
cielo puro” (Dichiarazione dei Diritti delle Generazioni
Future – UNESCO, Parigi 1992)
• “…l’inserimento del cielo stellato nel patrimonio naturale
del Paese” (Senato della Repubblica Italiana – Disegno di
Legge n°4515 del 7 marzo 2000)
z La limitata visibilit? notturna del cielo a causa della eccessiva
illuminazione cittadina (Dizionario Devoto – Oli, Ed.2000-2001)
z Luce diffusa dall’atmosfera proveniente da sistemi di illuminazione
non schermati verso l’alto, che ostacola l’osservazione del cielo
stellato (Dizionario Zingarelli, 2001)
z L’I.L., nemico degli appassionati di astronomia di tutto il mondo, ?
dovuto alla diffusione dissennata degli impianti di illuminazione
pubblica e privata che spesso, senza alcuna necessit?, illuminano il
cielo oltre che il terreno. Oltre a determinare un enorme spreco di
energia, ci? rende praticamente impossibile l’osservazione del cielo
notturno non soltanto all’interno delle grandi citt?, ma anche in zone
relativamente poco abitate. Sommandosi all’inquinamento
atmosferico, l’I.L. ha reso inutilizzabili molti osservatori astronomici
dei Paesi Occidentali (Enciclopedia Rizzoli – Larousse, 2001)
EFFETTI
z Abbagliamento (glare)
z Spreco energetico (energy waste)
z Luce dispersa e fastidiosa (light trespass,
nuisance light)
z Bagliore del cielo (sky glow)
ASPETTI NEGATIVI
z Ambientali:depauperamento delle riserve
energetiche e aumento emissione gas serra;
alterazione fotosintesi clorofilliana e cicli biologici
animali (giorno/notte)
z Sanitari: disturbi del sonno e irritabilit?;
alterazione cicli circadiani
z Scientifico – culturali: perdita del senso verticale e
visione del cielo notturno; limitazioni alla ricerca
scientifica
z Economici: energia utilizzata per illuminare ci?
che non serve
SITUAZIONE IN ITALIA

Il Rapporto ISTIL 2001 rivela che 2/3 della
popolazione italiana ha perso la visione
notturna della Via Lattea a causa
dell’inquinamento luminoso.
Mantenendosi l’attuale tasso medio di
crescita dell’inquinamento luminoso,
questa diventer? invisibile in tutto il
territorio nazionale, a livello del mare,
entro il 2025

REGIONE TOSCANA: AREE PROTETTE

REGIONE TOSCANA: LINEE GUIDA
Deliberazione G.R.T. n°962 del 27/09/2004
… con cui la Regione Toscana approva le Linee
Guida per la progettazione, l’esecuzione e
l’adeguamento degli impianti di illuminazione
esterna … in assenza del PIER previsto dalla
normativa vengono “collegate” alla
D.G.R.T. n. 815 del 27/08/2004 “Piano regionale
di azione ambientale di cui alla deliberazione
Consiglio regionale n.29/04- Scheda n.17-
Programma per il finanziamento progetti in
tema di ecoefficienza energetica”.
Con LEGGE REGIONALE n°39 del
24 FEBBRAIO 2005 “Disposizioni in
materia di energia” viene approvata la
norma che regolamenta le attivit? in
materia di energia e, in particolare, la
produzione, il trasporto e la trasmissione,
lo stoccaggio, la distribuzione, la fornitura
e l`uso dell’energia.
ARTICOLO 2
Finalita`
comma 1, punto h) … la Regione
persegue il seguente obiettivo … ”
prevenzione e riduzione
dell’inquinamento luminoso inteso come
ogni forma di irradiazione di luce
artificiale al di fuori delle aree a cui
essa e` rivolta e, in particolare modo,
verso la volta celeste”.
CAPO VI – Disposizioni per la
tutela dall’inquinamento luminoso
•Art. 34 “Stazioni astronomiche e aree
naturali protette”
• Art. 35 “Misure minime di protezione
dall’inquinamento luminoso”
• Art. 36 – Disposizioni transitorie a
tutela delle stazioni astronomiche
• Art. 37 – Disposizioni transitorie per
gli impianti di illuminazione esterna
(Allegato A)
ARTICOLO 6
(Piano di indirizzo energetico regionale (PIER)
1. Il PIER, sulla base degli indirizzi del programma regionale di
sviluppo (PRS), definisce le scelte fondamentali della programmazione
energetica.
2. Il PIER, elaborato nel rispetto dell’articolo 10 della L.R. 11 agosto
1999, n°49 (Norme in materia di programmazione regionale),
individua le azioni necessarie per il raggiungimento delle finalit? di
cui all`articolo 2 e, a tal scopo, sulla base delle esigenze delle persone
e delle imprese, della salvaguardia dell’ambiente e tenendo conto delle
prospettive del mercato, definisce in particolare:
g) gli indirizzi e le linee guida per la prevenzione dell’inquinamento
luminoso;
h) le azioni per la soddisfazione dei fabbisogni ed il raggiungimento
degli obiettivi di cui al presente comma e le risorse necessarie.
ALLEGATO A
(articolo 37)
Criteri tecnici per la progettazione, realizzazione e
gestione di impianti di illuminazione esterna
1. Impegnare preferibilmente sorgenti luminose a vapori
di sodio ad alta pressione o con efficienze luminose
equivalenti o superiori; possono essere utilizzati altri tipi
di sorgenti dove ? assolutamente necessaria la corretta
percezione dei colori.
2. Per le strade con traffico motorizzato, selezionare
ogniqualvolta ci? sia possibile, i livelli minimi di
luminanza ed illuminamento consentito dalle normative
UNI 10439 o dalla norma DIN 5044.
3. Evitare per i nuovi impianti l`adozione di sistemi di
illuminazione a diffusione libera o diffondenti o che
comunque emettano un flusso luminoso nell’emisfero
superiore eccedente il 3 % del flusso totale emesso dalla
sorgente.
4. Limitare l`uso di proiettori ai casi
di reale necessita`, in ogni caso
mantenendo l`orientazione del fascio
verso il basso, non oltre i sessanta
gradi (60°) dalla verticale.
5. Adottare sistemi automatici di controllo e
riduzione del flusso luminoso, fino al 50 % del
totale, dopo le ore 22 o dopo le ore 23 nel
periodo di ora legale, e adottare lo spegnimento
programmato totale degli impianti ogniqualvolta
ci? sia possibile, tenuto conto delle esigenze di
sicurezza.
6. Impiegare, laddove tecnicamente possibile,
impianti che rispondano ai contenuti delle “Linee
Guida per la progettazione, l`esecuzione e
l`adeguamento degli impianti di illuminazione
esterna” di cui alla deliberazione di Giunta
CONSUMI ENERGETICI
“Accordo Volontario per la riduzione delle inefficienze
energetiche tramite ESCO”, approvato dalla G.R.T. con
atto n°1347 del 10 dicembre 2001, mostra l’importanza
di questo specifico settore all’interno della struttura
energetica regionale, rappresentando:
• uno dei settori pi? energivori: 305 milioni di KWh/a;
• il settore dove si prevede la pi? alta percentuale di risparmio
sui consumi nei tempi di contratto stimati: 30% in 10 anni;
• il settore in cui si ottiene il pi? alto risparmio in termini
economici: 8,5 milioni di euro all’anno;
• il settore dove si ha il maggior “valore aggiunto” in termini
ambientali: una riduzione di circa 66 mila t/a di anidride
carbonica (circa il 34% del risparmio complessivo regionale
valutato in circa 195 mila t/a).
“Efficienza luminosa” = rapporto fra flusso luminoso emesso
da una sorgente luminosa (in lumen, lm) e potenza elettrica
assorbita (in watt, W).
IEC 1231
ILCOS L Code
ST-70
(Sodio Alta
Pressione)
MT-70
(Alogenuri
metallici)
QE-125
(Vapori di
Mercurio)
Flusso
luminoso
(lm)
6500 6300 6300
Efficienza
luminosa
(lm/W)
93 88 50
Luminanza
(cd/cmq)
500 1350 10
Lampade ad alta efficienza
La sostituzione di sorgenti al mercurio in vecchi impianti con
lampade S.A.P., di potenza adeguata, permette notevoli
risparmi.

Sistemi di illuminazione
Globi luminosi:
rivolti verso l’alto 50 – 60%
con alette frangiflusso rivolti verso l’alto 10 – 15%
rivolti verso terra 10 – 15%
con alette frangiflusso rivolti verso terra 10 – 15%
schermati 3 – 5%
Lanterne:
con vetro superiore e lampada in evidenza
35%
con lampada in evidenza 10 – 15%
schermate con lampada incassata (cut-off) < 1%

Lampioni:
schermati paralleli al terreno su palo diritto con
vetro di protezione piano (cut-off) 0,1 – 0,3%
schermati inclinati di 5/10° su palo diritto con
vetro di protezione piano 3%
a coppa sporgente paralleli al terreno
su pali diritti 2 – 6%
con parabola a coppa sporgente su palo curvo 10 – 15%

sporgente in vetro o
policarbonato disperdono
il 2 – 6% della luce verso
l’alto; la dispersione si
accentua quando il
lampione ? inclinato
rispetto al piano di
calpestio, raggiungendo
punte del 10 – 15%.I classici lampioni a coppa

I lampioni schermati (cutoff
in lingua inglese) hanno
l’ottica piana incassata,
inoltre sono montati con
una inclinazione, rispetto
al piano di calpestio, di
zero o pochi gradi. Le due
soluzioni fanno s? che la
dispersione di luce verso
l’alto sia minore dell’1%.
Apparecchi a norma

Apparecchi non a norma

Sistemi automatici di controllo e
riduzione del flusso luminoso
In impianti che impegnino almeno 4 – 5 KWh ?
possibile l’impiego di riduttori di flusso i quali,
consentendo la riduzione della tensione e la sua
stabilizzazione, diminuiscono i consumi fino al
40 – 50% l’anno, con possibilit? di raddoppiare
la vita delle lampade e, quindi, con minori spese
per la manutenzione ordinaria.
Costo iniziale elevato ma ammortizzabile
in 2 – 3 anni a seconda dell’uso,
risultando pertanto molto vantaggiosi per
i comuni e per tutti i soggetti (pubblici e
privati) che utilizzano impianti medio –
grandi per tutta la notte.
In alternativa, per tutti i tipi di impianti, anche
di potenza non elevata, se predisposti, si pu?
procedere alla parzializzazione con spegnimento
del 50% dei punti luce (alternandone il
funzionamento) grazie a timer dal costo
irrisorio. In altri casi, pu? risultare utile
impiegare impianti con cablaggio bi-potenza; in
questo modo le lampade rimangono tutte accese
ma, grazie al comando di un timer, dopo
determinati orari lavorano a potenza ridotta.
Inclinazione di installazione

Esempi di errata illuminazione di edifici, l’emissione deve
essere rigorosamente controllata e indirizzata dall’alto
verso il basso.


Adeguamento impianti
Sostituzione vetri di protezione – Procedura
richiesta nei casi in cui il tipo di chiusura
impiegata comporta un aumento ingiustificato
dell’emissione di luce verso l’alto e al di fuori
degli spazi dedicati.
Tale intervento pu? essere effettuato nei casi in
cui l’interdistanza tra i punti luce ? tale da
consentire valori di luminanza conformi alle
Linee Guida ed alle norme tecniche di
riferimento.
Schermatura emisfero superiore – Tale procedura ?
riservata, in modo particolare alle ottiche aperte
ornamentali quali globi, sfere e lanterne particolarmente
inquinanti. Pu? essere effettuata con l’apposizione di
schermi nell’emisfero superiore del corpo illuminante,
ovvero con la sola verniciatura, purch? in grado di
trattenere la luce ed evidenziare caratteristiche tecniche
finali analoghe a quelle previste per tali genere di ottiche.
La procedura ? economica e, se realizzata a regola d’arte
consente di limitare la dispersione luminosa entro valori
del 3-4%, che possiamo definire ottimali, in raffronto ai
valori originari di inquinamento luminoso prodotto da tali
sistemi.
Riduzione dell’intensit? luminosa – Si prevede la
riduzione dell’intensit? luminosa nelle ore di minor
utilizzo degli impianti, consentendo cos? di ottimizzare i
consumi in relazione all’effettivo utilizzo degli impianti.
Tale riduzione pu? essere realizzata con vari sistemi quali
la parzializzazione (spegnimento alternato al 50% dei
punti luce) oppure la realizzazione di cablaggi con doppia
potenza che necessitano di appositi alimentatori per
lampade a scarica ed infine l’utilizzazione dei riduttori di
flusso.
Luminanza ad Arezzo

Sezione a cura di Alessandro Ghiandai progecol@ats.it
Membro C.D. Nuovo Gruppo Astrofili Arezzo
Responsabile Commissione Inquinamento Luminoso del Coordinamento Associazioni Astrofili della Toscana
Membro della Commissione Nazionale Inquinamento Luminoso della Unione Astrofili Italiani
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