The Astronomy Day ** International Observe the Moon Night 28/10/2017

Volantino 28 ottobre COOPInternational Observe the Moon NightIl 28 Ottobre 2017 a partire dal primo pomeriggio e fino alle 23 nel piazzale del Centro*Arezzo Coop.Fi (Ex Ipercoop) di Viale Amendola, i soci del Nuovo Gruppo Astrofili Arezzo saranno impegnati in un evento aperto al pubblico: THE ASTRONOMY DAY.

Con numerosi telescopi solari il pubblico potrà osservare in tutta sicurezza il nostro Sole. Vi ricordiamo a tal proposito l’osservazione del Sole a occhio nudo  può essere molto pericolosa se non si prendono adeguate precauzioni;  l’intensa luce del Sole, infatti, può provocare danni anche irreversibili alla retina dei nostri occhi. Perciò non fatelo, neanche per pochi secondi. I telescopi solari di cui disponiamo, invece, sono del tutto sicuri poché filtrano i raggi dannosi e vi permettono di osservare con tranquillità. Con la visione in luce bianca potrete ammirare le caratteristiche macchie solari che appaiono sulla superficie della nostra Stella in maniera ciclica; mentre con i telescopi in H-alfa si evidenziranno i getti di materia che si innalzano dalla superficie solare, le cosiddette protuberanze solari.

L’evento “scivolerà” naturalmente dell’osservazione della Luna, in concomitanza con l’evento mondiale International Observe The Moon Night 2017 evento pubblico annuale mondiale che incoraggia l’osservazione, l’apprezzamento e la comprensione della nostra Luna e la sua connessione con la scienza e l’esplorazione planetaria della NASA, nonché i legami culturali e personali che abbiamo tutti con il nostro satellite.

Parteciperemo dunque anche noi (e voi!) e i telescopi solari lasceranno il campo a quelli più adatti per l’osservazione della Luna con i suoi numerosi crateri da impatto e i “mari”.

Vi aspettiamo quindi, dalle 14:30 alle 23 per un pomeriggio/serata alternativo del tutto gratuito.

 

Roberta Gori

 

I crateri lunari

Quante volte, nelle chiare sere d’estate e (quando il meteo ce lo permette..) nelle fredde notti invernali abbiamo puntato il nostro sguardo verso il nostro satellite naturale: la Luna.
E quel gioco di chiari/scuri sulla sua superficie, da bambini, pareva disegnare occhi-naso e bocca di un fantomatico Caino esiliato lassù per l’assassinio commesso. Una favola, per noi piccoletti!
In realtà quello che vediamo é un insieme di massicci rocciosi, depressioni, bacini e crateri d’impatto. Un po’ come la nostra Terra, ma in versione nude-look.
E a proposito di crateri d’impatto, causati da asteroidi e comete, nella Luna ne contiamo un numero impressionante: più di 300.000 superiori al chilometro di diametro. I più “vecchi” sono datati oltre 4 miliardi di anni fa, altri si sono formati in epoche successive ed hanno letteralmente stravolto la superficie lunare
Durante le serate osservative con i telescopi spesso i nostri ospiti, meravigliati dalla visione di questo paesaggio tra l’affascinante e il desolante, si chiedono quanto possono essere grandi queste formazioni.
Innanzitutto, é bene anticipare che i crateri d’impatto lunari sono soggetti ad una nomenclatura ufficiale regolata dall’Unione Astronomica Internazionale, che assegna ad ogni formazione un nome che in genere é quello di uno scienziato o di esploratori polari. Ciò consente, oltre alla loro corretta identificazione, anche la costruzione di una mappa di riferimento molto utile per gli astrofili di ogni livello.
Dunque, il cratere più grande denominato Bacino Polo Sud-Aitken, situato nella faccia nascosta della Luna, ha un diametro di 2500 km e una profondità di 13 km (il che suggerisce che con tutta probabilità l’impatto non é stato perpendicolare ma con un angolo di circa 30°) ed é probabilmente anche il più grande di tutto il Sistema Solare.
Tra i crateri più visibili, e alla nostra portata di “occhio” ricordiamo:
Tycho, che si colloca a sud nella faccia visibile: con i suoi 85 km di diametro ed una profondità ci circa 5 km. Ben visibile e riconoscibile per i caratteristici segni a raggiera.
Copernicus, visibile a nord-est rispetto al centro della faccia visibile: 93 km di diametro e 3,8 km di profondità ed una raggiera di 800 km
Kepler, collocato vicino al cratere precedente, solo un po’ più ad est: 32 km di diametro e 3,5 di profondità
La particolare bellezza di queste strutture é esaltata nelle due settimane in cui la luce solare cade su di esse rendendoci i crateri dapprima particolarmente luminosi, con l’aspetto di un anello; poi, mano a mano che cambia l’incidenza della luce, se ne apprezzano il fondo e anche i raggi ovvero le strisce di polvere eiettate dal cratere dopo l’impatto.
Uno spettacolo davvero unico. Provateci!

Roberta Gori

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