Gruppo Astrofili Arezzo | Il Centro Spaziale Luigi Broglio, la base spaziale italiana in Kenya
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Il Centro Spaziale Luigi Broglio, la base spaziale italiana in Kenya

Ebbene si, anche l’Italia ha il suo Space Centre!

Di proprietà dell’Università La Sapienza di Roma e gestito dall’ Agenzia Spaziale Italiana (attualmente in funzione per il solo tracciamento dei satelliti NASA , ESA e Agenzia Spaziale Cinese) tra il 1966 e il 1988 il Centro Spaziale Luigi Broglio (Broglio Space Center) ha effettuato il lancio di 23 satelliti.

E’ situato a Malindi, in Kenya e gode, come avevamo visto anche per lo spazioporto di Kourou, di una ottima posizione equatoriale di lancio. Il Centro é in realtà un multisito, composto da un “segmento terrestre” (la Base con il centro operativo) ed il “segmento marino” (n. 3 piattaforme oceaniche di lancio: la “San Marco” deputata ai lanci, la “Santa Rita 1 “ e “Santa Rita 2” come piattaforme di controllo).

Una parabola al Centro Spaziale Luigi Broglio

Image Credit: http://www.esa.int/esaMI/Operations/SEMIIDUL05F_0.html

In un’epoca di grande fermento per l’esplorazione spaziale e le innovazioni, tutte le piattaforme sono state oggetto di “donazioni”: la San Marco, in origine piattaforma da sbarco dell’esercito americano fu donata all’Italia da quest’ultimo ma su “raccomandazione” della NASA mentre la Santa Rita 1, ex piattaforma petrolifera fu concessa dall’allora presidente del gruppo ENI, Enrico Mattei che riconobbe nel Progetto San Marco la possibilità italiana di entrare a far parte della pionieristica avventura dell’esplorazione spaziale.

Dobbiamo al generale del Genio Aeronautico, Luigi Broglio, l’ideazione e la realizzazione di questo polo che é stato a lui intitolato nel 2001; uomo di ingegno e di alte competenze fu un personaggio che godette di grande considerazione in ambito scientifico.

E se il nome San Marco é un tributo alle origini veneziane del fondatore, il nome Santa Rita si deve all’eccezionalità dell’impresa (Santa Rita é infatti anche la “Santa degli impossibili”). Impossibile sembrava l’impresa ed invece la Base detiene alcuni record degni di nota:

– tutti e 20 lanci effettuati hanno dato esito positivo (nessun fallimento);

– il primo lancio di satellite da una piattaforma oceanica ha avuto luogo proprio sulla San Marco;

– con il lancio del satellite San Marco B avvenuto il 26 aprile 1967 l’Italia é stato il terzo paese al mondo (dopo URSS e USA) non solo a costruire ma anche a lanciare e controllare un satellite in totale autonomia dalla propria base di lancio;

– dalla nostra base di lancio é stato portato in orbita il primo satellite dedicato all’astronomia a raggi X (Uhuru, conosciuto anche come X-ray Explorer Satellite, SAS-1, o Explorer 42.)

Mentre le piattaforme sono attualmente in disuso (probabilmente per la preferenza accordata ad altre basi di lancio, gli insostenibili costi di rimodernamento delle strutture attualmente in sola manutenzione ordinaria e mutate strategie), recentemente il Centro é stato dotato di una parabola di tracciamento di supporto ai lanciatori Ariane 6 (ESA) e Falcon Heavy (Space X).

Il 25 dicembre 2021, Il BSC ha inoltre captato il primo contatto con la missione del James Webb Space Telescope dopo la separazione, seguendo il lanciatore Ariane 5, 22 minuti dal liftoff e per le successive 2 ore. Successivamente avrebbe dovuto diventare la stazione backup della base NASA di Canberra ma a causa della perdita di segnale da parte della base statunitense, il Broglio Space Center è diventato nuovamente stazione Prime, restando di fatto l’unico contatto con il Webb mentre il telescopio viaggiava verso il cosiddetto punto lagrangiano L2 a circa un milione e mezzo di chilometri dal nostro pianeta.

Un nuovo inizio? Ce lo auguriamo! Orgoglio Italia!

Roberta Gori

Foto di copertina: il BSC – Image credit: ESA

Mika
miketta@gmail.com
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