Gruppo Astrofili Arezzo | Gennaio 2026
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Gennaio 2026

Il cielo di gennaio 2026

Gennaio 2026

Il cielo di gennaio 2019

Cielo notte del 15 gennaio 2026 da Arezzo

Nel 2026 dall’Italia si potranno osservare un’eclissi solare parziale molto marcata in agosto, una spettacolare eclissi lunare di fine estate, diverse piogge di meteore e alcune congiunzioni planetarie interessanti. Qui sotto una sintesi dei principali eventi.

Eclissi nel 2026

  • 12 agosto – Eclissi di Sole parziale: in Italia il Sole verrà coperto dalla Luna fino a oltre il 90% al Nord (meno al Centro?Sud), con il fenomeno che avverrà molto basso sull’orizzonte serale, vicino al tramonto.
  • 28 agosto – Eclissi di Luna (quasi totale): tecnicamente parziale ma con circa il 90% del disco in ombra; dall’Italia l’evento avviene nelle ore prima dell’alba e la Luna tramonterà verso il culmine.

 

Piogge di meteore principali

  • 3–4 gennaio – Quadrantidi: sciame intenso ma breve, con ZHR potenzialmente elevato; è uno dei migliori sciami invernali, visibile nelle ore notturne fino all’alba.
  • 12–13 agosto – Perseidi: massimo nella notte fra il 12 e il 13, con fino a ~100 meteore/ora in condizioni ideali; nel 2026 coincidono con il periodo dell’eclissi solare, rendendo agosto particolarmente ricco.
  • 13–14 dicembre – Geminidi: uno degli sciami più affidabili dell’anno, con meteore brillanti e spesso colorate, visibili per tutta la notte intorno al massimo.

 

Congiunzioni e allineamenti

  • Aprile – Congiunzione Marte–Saturno–Nettuno: triplo allineamento nelle prime ore del mattino, richiede cielo buio e orizzonte libero; Nettuno è visibile solo con strumenti, mentre Marte e Saturno saranno ben riconoscibili.
  • Ottobre – Congiunzione Giove–Urano: raro avvicinamento apparente dei due pianeti in cielo; Giove è visibile a occhio nudo, Urano necessita almeno di binocolo e cielo buono.

 

Comete e possibili “guest stars”

  • Primavera (intorno al 25 aprile) – Cometa C/2025 R3 (PANSTARRS): indicata come probabile cometa più brillante del 2026, potenzialmente visibile dall’emisfero nord con binocolo o anche a occhio nudo se la luminosità sarà favorevole.

 

Superlune e Luna “speciale”

  • Nel corso del 2026 sono previste alcune Lune piene vicine al perigeo, comunemente chiamate “superlune”, che appariranno leggermente più grandi e luminose e saranno buoni soggetti per fotografia e osservazione a occhio nudo.

 

 

Nel 2026, accanto agli eventi visibili nel cielo, sono previste anche alcune missioni spaziali chiave, soprattutto verso la Luna e per la ricerca di esopianeti. Ecco le principali da tenere d’occhio.

Missioni lunari con equipaggio

  • Artemis II (NASA): prima missione con astronauti del programma Artemis, con 4 persone a bordo di Orion; è prevista per l’inizio del 2026 (finestra a partire da febbraio) e compirà un grande flyby circumlunare di circa 10 giorni, senza atterraggio ma andando oltre il lato nascosto della Luna.
  • Prospettiva italiana/europea: Artemis II usa il modulo di servizio europeo (ESM) fornito da ESA, dove l’industria europea – inclusa quella italiana – ha un ruolo importante nello sviluppo dei sistemi.

 

Missioni lunari robotiche

  • Chang’e 7 (Cina): missione robotica verso il polo sud lunare, con orbiter, lander, rover e una sonda “hopper” capace di spostarsi tra zone illuminate e crateri in ombra per cercare ghiaccio d’acqua e altre sostanze volatili.
  • Altre missioni cargo e lander lunari commerciali (soprattutto statunitensi) sono in preparazione nel quadro dei programmi di servizi lunari per la NASA, con diversi lanci distribuiti nel triennio 2025–2027.

 

Missioni ESA e ruolo europeo

  • PLATO (ESA): il lancio è previsto nel quarto trimestre 2026 con Ariane 6; la missione studierà esopianeti simili alla Terra intorno a stelle “tipo Sole” usando 26 camere per misurare transiti e oscillazioni stellari.
  • Astronauti europei sulla ISS: ESA ha pianificato per il 2026 almeno due missioni di lunga durata sulla Stazione Spaziale Internazionale, una con la francese Sophie Adenot e una con il belga Raphaël Liégeois.

 

Nuovi vettori e infrastrutture commerciali

  • Nuovi razzi nel 2026: il 2026 vedrà voli operativi e/o di qualificazione per vari lanciatori di nuova generazione (tra cui versioni avanzate di Ariane 6 e nuovi vettori commerciali statunitensi), cruciali per ridurre costi e aumentare la cadenza di lancio.
  • Haven?1 (Vast): è previsto il lancio della prima piccola stazione spaziale commerciale, pensata per ospitare equipaggi privati in orbita bassa terrestre.

 

Altre tappe di esplorazione

  • Gaganyaan1 (ISRO): l’agenzia spaziale indiana punta a un test fondamentale per il proprio programma con equipaggio, con un lancio dimostrativo nel 2026 in preparazione a future missioni umane.
  • Proseguono i finanziamenti per grandi osservatori spaziali europei come Athena (raggi X) e LISA (onde gravitazionali), con fasi di sviluppo cruciali nel triennio 2026–2028.

Veniamo al cielo di gennaio. Dopo il solstizio d’Inverno, il Sole ha iniziato la risalita in declinazione aumentando le ore di luce. Si trova nella costellazione del Sagittario fino al giorno 20 gennaio, quando passa nella costellazione del Capricorno. La durata del giorno aumenta di 48 minuti dall’inizio del mese. Il 3 gennaio alle ore 2.00am la Terra si troverà al perielio, cioè alla minima distanza dal Sole, pari a 147.100.616 km. Trovarsi nel punto più vicino al Sole durante la stagione fredda sembra un paradosso, ma l’alternanza delle stagioni è dovuta all’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre e quindi all’inclinazione con cui i raggi del sole colpiscono la superficie terrestre. È proprio in questo periodo che nell’emisfero boreale i raggi del Sole hanno la minima inclinazione, vanificando il beneficio del 7% di maggior luminosità del Sole dovuto alla minor distanza.

Mercurio e Venere sono entrambi molto bassi e difficili: Mercurio è inosservabile per gran parte del mese e Venere riappare appena nel cielo serale dopo la congiunzione del 6 gennaio, ma resta rasente all’orizzonte occidentale.?
Marte è praticamente inosservabile: è in congiunzione col Sole il 9 gennaio e rimane troppo vicino a esso, basso all’alba per tutto il mese.?
Giove è il grande protagonista: è in opposizione il 10 gennaio, visibile tutta la notte con massima luminosità e dimensioni apparenti, nella costellazione dei Gemelli.?
Saturno è osservabile solo in prima serata a occidente, con tempo utile sempre più breve, e a metà mese passa dall’Acquario ai Pesci.?

In questo periodo dell’anno il cielo consente di spaziare dalle costellazioni autunnali più orientali (come i Pesci, il grande Pegaso o la più debole Balena), ancora visibili in prima serata verso ovest, fino alle regioni ricche di nebulose, ammassi e stelle splendenti tipiche del cielo invernale, per terminare, nella seconda parte della notte, con le prime avvisaglie della grande concentrazione di galassie del cielo primaverile, della Vergine e del Leone.

Sono proprio le costellazioni invernali ancora le protagoniste, ben visibili anche da cieli cittadini, dominando il cielo con campi stellati molto luminosi ed ampie nebulosità.

A metà mese volgendo lo sguardo verso sud troviamo alta in cielo la costellazione dei Gemelli, riconoscibile appunto da 2 stelle vicine luminose, Castore e Polluce. Proseguendo verso ovest, nel piano dell’eclittica, troviamo le costellazioni zodiacali del Toro con la gigante arancione Aldebaran, e l’ammasso aperto delle Pleiadi, seguita dalla piccola costellazione dell’Ariete e dalla debole costellazione dei Pesci prossima all’orizzonte.

Ma il vero protagonista è la costellazione del cacciatore Orione accompagnato dal Cane Maggiore, con la brillante Sirio, la stella più luminosa del cielo, e dal Cane Minore, riconoscibile grazie alla luminosa Procione, insieme in una battuta di caccia “mitologica” alla Lepre, debole costellazione ai piedi di Orione.

Betelgeuse, con Sirio e Procione, forma l’asterismo del Triangolo Invernale che ci accompagnerà fino alla primavera.

Volgendo lo sguardo verso Ovest, sotto l’Auriga troviamo l’eroe cacciatore di mostri Perseo e sempre più bassa verso l’orizzonte la costellazione di Andromeda, principessa di Etiopia, figlia della regina Cassiopea, costellazione tra le più note del cielo e facilmente riconoscibile grazie alla forma di W e del re Cefeo, la cui costellazione ha la forma di una casetta inclinata.

Verso Est infine già a metà gennaio iniziano ad essere ben visibili le prime costellazioni primaverili, preannuncio dell’avvicinarsi della nuova stagione. Ormai alta in cielo troviamo la costellazione del Leone, seguita, verso l’orizzonte, dalla costellazione della Vergine. Completa lo scenario la costellazione del Boote, bassa sull’orizzonte est ma ben riconoscibile dalla luminosa stella Arturo, gigante rossa con luminosità di 113 volte superiore a quella del Sole e quarta stella più brillante del cielo notturno osservabile.

IL CALENDARIO COSMICO

Come tutti gli inizio di anno è il momento di inaugurare un nuovo calendario. Il calendario che vogliamo presentare non è nuovo ma è molto particolare. Presentiamo il calendario cosmico.

Ideato dal grande astronomo e divulgatore Carl Sagan e perfettamente presentata nella serie di documentari Cosmos Odissea nello Spazio, il calendario cosmico riassume la vita dell’universo in un anno solare, aiutandoci a rapportare gli enormi tempi cosmici con l’unità di misura del tempo a noi più nota.

“Immaginiamo di comprimere l’intera età dell’universo in un solo anno. Il Big Bang è avvenuto a mezzanotte del 1° gennaio, e ora siamo a mezzanotte del 1° gennaio successivo. Tutta la storia cosmica contenuta in un calendario. Mantenendo le proporzioni, tu e io siamo nati meno di un decimo di secondo fa, alle 23:59 e 59 secondi del 31 dicembre.

23:59 – L’ULTIMO MINUTO

La storia moderna inizia circa un secondo fa. Colombo arriva in America 1,2 secondi fa. Cristo è nato meno di 5 secondi fa. Gli Egizi costruiscono le piramidi 12 secondi fa, le prime testimonianze scritte risalgono a 13 secondi fa. L’età del bronzo comincia 14 secondi fa, l’agricoltura è una conquista vecchia di 28 secondi. Il più antico insediamento umano noto risale a poco meno di un minuto fa.

31 DICEMBRE – L’ULTIMO GIORNO

L’uomo di Neanderthal si estingue un minuto e mezzo fa. Era comparso appena 8 minuti prima. Homo sapiens fa la sua comparsa alle 23:48. Il controllo del fuoco arriva alle 23:44. La stazione eretta viene conquistata all’ora di cena, alle 21:25. Il genere Homo compare poco prima, gli ominidi dopo pranzo e le prime scimmie antropomorfe verso le 6 del mattino.

DICEMBRE – L’ULTIMO MESE

Alle 6:24 del 30 dicembre i dinosauri si estinguono. Erano comparsi il giorno di Natale. La Pangea si forma il giorno della vigilia. I rettili arrivano il 23 dicembre, gli anfibi il giorno prima. Le piante si insediano sulle terre emerse tra il 19 e il 20 dicembre. Gli artropodi fanno la loro comparsa il 14. I primi animali arrivano il 7 dicembre, gli organismi pluricellulari il 5.

GLI ULTIMI QUATTRO MESI

Gli organismi eucarioti compaiono il 9 novembre. L’atmosfera viene ossigenata dalla vegetazione il 29 ottobre, ma la fotosintesi era cominciata già un mese prima, il 30 settembre. Il miracolo della vita sulla Terra comincia qualche giorno prima, il 21 settembre. Alle 4:57 del 2 settembre l’onda d’urto di una supernova colpisce una nube di gas alla periferia di una galassia a spirale del Gruppo Locale. L’evento arricchisce la nube di elementi chimici pesanti e provoca il collasso della nube: si forma così il Sole. La Terra arriverà il 6 settembre, la Luna il 7.

I PRIMI MESI

La nostra galassia si forma il 16 marzo. Svilupperà il suo disco soltanto un paio di mesi dopo, il 12 maggio. Non è stata nemmeno particolarmente precoce, la Via Lattea: le primissime piccole galassie risalgono al 13 gennaio. Il buio viene squarciato dalle prime stelle pochi giorni prima, il 10 gennaio, dopo il collasso delle prime nubi di gas. Gli atomi di queste nubi si sono formati alle 00:14 del 1° gennaio, la sintesi dei loro nuclei è terminata appena 65 miliardesimi di secondo dopo la mezzanotte.

Com’è diversa la nostra prospettiva, vista così. Qualunque essere umano di cui tu abbia sentito parlare è vissuto negli ultimi pochi secondi di questo calendario. Non durerai che un battito di ciglia. Ma l’universo ci ha messo 13,8 miliardi di anni, per arrivare a crearti.”

Credits: Cosmos Odissea nello Spazio e Chi ha paura del buio?

PIANETI

MERCURIO

CIELO_DEL_MESE-MERCURIO

All’inizio del mese è estremamente basso sull’orizzonte orientale tra le luci dell’alba, quindi molto difficile da vedere.? Raggiunge la congiunzione con il Sole il 21 gennaio ed è inosservabile.? Dopo la congiunzione ritorna nel cielo serale, ma rimane confuso nel crepuscolo sull’orizzonte occidentale.? Serviranno alcune settimane per condizioni di osservazione più comode dopo il tramonto.? Il 29 gennaio è vicino a Venere nella costellazione del Capricorno.?

VENERE

CIELO_DEL_MESE-VENERE

È stato visibile al mattino per gran parte del 2025 e il 6 gennaio va in congiunzione con il Sole, risultando invisibile.? Da lì inizia a ricomparire nel cielo serale, molto basso a ovest dopo il tramonto.? Rimane però ancora rasente all’orizzonte, con osservabilità difficile per tutto il mese.? Negli ultimi giorni di gennaio si avvicina prospetticamente a Mercurio nel Capricorno.? La congiunzione con il Sole avviene nel Sagittario, poi il pianeta entra nel Capricorno.?

MARTE

CIELO_DEL_MESE-Marte

Gennaio è un mese di transizione: Venere e Marte si “scambiano” i ruoli tra cielo mattutino e serale.? Marte è in congiunzione con il Sole il 9 gennaio ed è praticamente inosservabile.? Ritorna formalmente nel cielo del mattino, ma resta sempre molto vicino al Sole.? Per tutto il mese rimane troppo basso sull’orizzonte per una comoda osservazione.? Si sposta dal Sagittario al Capricorno dal 23 gennaio.?

GIOVE

CIELO_DEL_MESE-GIOVE

È il protagonista del mese: il 10 gennaio è in opposizione al Sole.? Risulta visibile per l’intera notte, sorgendo a est la sera e tramontando a ovest al mattino.? In opposizione raggiunge massima luminosità e dimensioni apparenti, a circa 633 milioni di km dalla Terra.? Si trova nella costellazione dei Gemelli, vicino alle stelle Castore e Polluce.? Il 3 e il 30 gennaio è in congiunzione con la Luna, formando configurazioni molto scenografiche.?

SATURNO

CIELO_DEL_MESE-SATURNO

È visibile soltanto nelle prime ore della sera sull’orizzonte occidentale, con tempo utile in diminuzione.? Man mano anticipa il proprio tramonto, riducendo la durata di osservazione.? Il 15 gennaio lascia la costellazione dell’Acquario per entrare nei Pesci.? Il 23 gennaio si trova in congiunzione con la Luna nelle prime ore serali.? Le sue condizioni restano comunque migliori di Nettuno per luminosità e facilità di individuazione.?

PRINCIPALI EVENTI DI GENNAIO 2026

Data Descrizione evento
3 gennaio 2026 Terra al perielio alle 18: distanza minima dal Sole di circa 147,1 milioni di km.
3 gennaio 2026 Luna Piena alle 11:03; in serata congiunzione tra Luna e Giove nella costellazione dei Gemelli, vicino a Castore e Polluce.
6 gennaio 2026 Congiunzione di Venere con il Sole, termine della lunga visibilità mattutina del pianeta e inizio del passaggio al cielo serale.
9 gennaio 2026 Congiunzione di Marte con il Sole; il pianeta rosso diventa inosservabile e inizia il suo trasferimento verso il cielo del mattino.
10 gennaio 2026 Giove in opposizione al Sole: visibile tutta la notte, alla minima distanza dalla Terra (circa 633 milioni di km) e massima luminosità.
10 gennaio 2026 Luna all’Ultimo Quarto alle 16:48.
15 gennaio 2026 Saturno lascia la costellazione dell’Acquario ed entra nei Pesci, con visibilità limitata alle prime ore della sera.
18 gennaio 2026 Luna Nuova alle 20:52.
19–21 gennaio 2026 Visibilità del falcetto di Luna crescente al tramonto (età 20–44 ore) con diverse condizioni di crepuscolo, utile per osservazioni del sottile spicchio lunare.
21 gennaio 2026 Congiunzione di Mercurio con il Sole; il pianeta passa dal cielo mattutino a quello serale, inizialmente immerso nel crepuscolo occidentale.
23 gennaio 2026 Marte entra nel Capricorno al termine della permanenza nel Sagittario.
23 gennaio 2026 Congiunzione tra Luna crescente e Saturno nelle prime ore serali, visibili nella regione dei Gemelli.
23 gennaio 2026 Congiunzione di Plutone con il Sole nella costellazione del Capricorno, pianeta nano inosservabile.
26 gennaio 2026 Luna al Primo Quarto alle 05:48.
29 gennaio 2026 Avvicinamento prospettico tra Mercurio e Venere nel cielo serale, vicini nella costellazione del Capricorno, bassi sull’orizzonte occidentale.
30 gennaio 2026 Congiunzione tra Luna e Giove nella costellazione dei Gemelli, con rettangolo formato da Luna, Giove, Castore e Polluce.

LUNA CINEREA

In gennaio i giorni migliori per osservare la Luna Cinerea sono:

  • 13-15 gennaio subito prima dell’alba
  • 18 gennaio subito dopo il tramonto

Ricordiamo che la luce cinerea è un fenomeno della Luna al primo e ultimo quarto, quando presenta un piccolo spicchio illuminato e la luce del sole, riflessa dalla Terra, illumina tenuemente la parte in ombra

FASI LUNARI

IL SOLE

Arezzo: 43°27’45” N, 11°52’50” E

Il Sole oggi: vedere le macchie solari in diretta

crepuscolo civile: il centro geometrico del Sole è tra 0 e 6 gradi sotto l’orizzonte. Gli oggetti si distinguono chiaramente senza luce artificiale.

crepuscolo nautico: il centro del sole è tra i 6 ei 12 gradi sotto l’orizzonte. Marinai possono navigare, con un orizzonte visibile come riferimento.

crepuscolo astronomico: il centro del sole è tra i 12 ei 18 gradi sotto l’orizzonte. Tra la fine del crepuscolo astronomico in serata e l’inizio del crepuscolo astronomico al mattino, il cielo è abbastanza scuro per tutte le osservazioni astronomiche.

PASSAGGI DELLA STAZIONE SPAZIALE ISS

COME OSSERVARE I SATELLITI STARLINK

Buon cielo di gennaio dal Gruppo Astrofili di Arezzo !!!
Fabio Chiodini
fabiochi@hotmail.com
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