Gruppo Astrofili Arezzo | I crateri lunari
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Quante volte, nelle chiare sere d’estate e (quando il meteo ce lo permette..) nelle fredde notti invernali abbiamo puntato il nostro sguardo verso il nostro satellite naturale: la Luna.
E quel gioco di chiari/scuri sulla sua superficie, da bambini, pareva disegnare occhi-naso e bocca di un fantomatico Caino esiliato lassù per l’assassinio commesso. Una favola, per noi piccoletti!
In realtà quello che vediamo é un insieme di massicci rocciosi, depressioni, bacini e crateri d’impatto. Un po’ come la nostra Terra, ma in versione nude-look.
E a proposito di crateri d’impatto, causati da asteroidi e comete, nella Luna ne contiamo un numero impressionante: più di 300.000 superiori al chilometro di diametro. I più “vecchi” sono datati oltre 4 miliardi di anni fa, altri si sono formati in epoche successive ed hanno letteralmente stravolto la superficie lunare
Durante le serate osservative con i telescopi spesso i nostri ospiti, meravigliati dalla visione di questo paesaggio tra l’affascinante e il desolante, si chiedono quanto possono essere grandi queste formazioni.
Innanzitutto, é bene anticipare che i crateri d’impatto lunari sono soggetti ad una nomenclatura ufficiale regolata dall’Unione Astronomica Internazionale, che assegna ad ogni formazione un nome che in genere é quello di uno scienziato o di esploratori polari. Ciò consente, oltre alla loro corretta identificazione, anche la costruzione di una mappa di riferimento molto utile per gli astrofili di ogni livello.
Dunque, il cratere più grande denominato Bacino Polo Sud-Aitken, situato nella faccia nascosta della Luna, ha un diametro di 2500 km e una profondità di 13 km (il che suggerisce che con tutta probabilità l’impatto non é stato perpendicolare ma con un angolo di circa 30°) ed é probabilmente anche il più grande di tutto il Sistema Solare.
Tra i crateri più visibili, e alla nostra portata di “occhio” ricordiamo:
Tycho, che si colloca a sud nella faccia visibile: con i suoi 85 km di diametro ed una profondità ci circa 5 km. Ben visibile e riconoscibile per i caratteristici segni a raggiera.
Copernicus, visibile a nord-est rispetto al centro della faccia visibile: 93 km di diametro e 3,8 km di profondità ed una raggiera di 800 km
Kepler, collocato vicino al cratere precedente, solo un po’ più ad est: 32 km di diametro e 3,5 di profondità
La particolare bellezza di queste strutture é esaltata nelle due settimane in cui la luce solare cade su di esse rendendoci i crateri dapprima particolarmente luminosi, con l’aspetto di un anello; poi, mano a mano che cambia l’incidenza della luce, se ne apprezzano il fondo e anche i raggi ovvero le strisce di polvere eiettate dal cratere dopo l’impatto.
Uno spettacolo davvero unico. Provateci!

Roberta Gori

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