Gruppo Astrofili Arezzo | Le costellazioni estinte
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Le costellazioni estinte

Le stelle hanno da sempre destato nell’uomo fascino e curiosità. Il desiderio di conoscenza ha spinto gli uomini sin dall’epoca del Paleolitico ad alzare lo sguardo nei confronti del cielo che proponeva interrogativi: il susseguirsi del giorno e della notte, la posizione degli astri che scandivano le stagioni, i periodi di caccia e quindi la sopravvivenza.

Successivamente i Sumeri, i Babilonesi, gli Assiri, gli Egizi, i Caldei, i Fenici, i Greci sono stati tra i popoli che più hanno contribuito allo sviluppo e allo studio delle stelle sia per esigenze di tipo pratico (orientamento, navigazione) che religioso. Nacquero così  le leggende associate a divinità, ad eroi, ai miti e alle storie da tramandare utilizzando il cielo come un enorme foglio da disegno e  delle linee immaginarie che univano stelle più o meno grandi dando vita così alle piccole e grandi storie del quotidiano: le costellazioni.

Con il progredire delle conoscenze astronomiche e l’integrazione delle costellazioni nella cultura e nella vita quotidiana, un primo consistente tentativo di dare loro un “ordine”  fu intrapreso nel 150 d. C. da Tolomeo. Nel suo trattato “Almagesto” descrisse e classificò 48 costellazioni e 1022 stelle visibili dall’emisfero boreale. Il trattato di Tolomeo subì qualche revisione ma non fu mai del tutto superato fino al 1600 con l’”Uranometria” di John Bayer il quale catalogò l’intera sfera celeste introducendo 12 costellazioni del cielo australe sconosciute nell’antichità e definite solo all’epoca dei grandi viaggi esplorativi.

Con lo sviluppo dell’astronomia, sia teorica che pratica attraverso il progresso tecnologico delle osservazioni, le costellazioni aumentarono inaspettatamente di numerosità: ogni astronomo, ogni uomo di scienza nel desiderio di lasciare un segno della propria opera ma anche per rendere tributo a personaggi famosi complice anche una non rigorosa definizione dei confini standard tra i raggruppamenti stellari, creava una nuova costellazione ed un nuovo atlante del cielo: alla fine del XIX le costellazioni erano 108! Ciò creò una discreta confusione ed un certo.. affollamento nelle carte stellari, quasi sempre privo di una reale utilità.

Bisognerà attendere il 1922 quando l’Unione astronomica internazionale (UAI) revisionò le figure celesti tenendo conto di nuove informazioni e scoperte astronomiche, le ridusse ad 88 e definì per ognuna anche una porzione di cielo ben definita.

Ma che ne é stato delle altre costellazioni? Sono state eliminate, sostitutite oppure modificate in altre costellazioni e vengono chiamate “obsolete” o “estinte”. Hanno spesso nomi bizzarri che ricalcano strumenti o invenzioni dell’epoca moderna, oppure animali più comuni.

Ma vediamone alcune, tra le più curiose:

Costellazione “Tordo solitario”: fu introdotta nel ‘700 dall’astronomo francese Pierre Charles Le Monnier, come “omaggio” all’astronomo francese Pingré che si recò nell’Oceano Indiano per l’osservazione del transito di Venere nel 1761. Era collocata in un’area corrispondente alla coda dell’Idra nei pressi della costellazione della Bilancia e nel tempo subì ben due rinomine: “Tordo Beffeggiatore” nel 1806 e “Noctua” nel 1822.

Costellazione “Gatto”: amante dei felini, l’astronomo Lalande affermò di essere sorpreso dal fatto che non vi fosse una costellazione che omaggiasse questo animale e per questo lo collocò in un’area nei pressi della costellazione dell’Idra

Costellazione “Quadrante Murale”: é una delle più famose tra le costellazioni obsolete. Occupava quella che ora è la parte settentrionale di Boote, vicino alla punta della coda dell’Orsa Maggiore. Introdotta dall’astronomo Lalande a fine ‘700 e commemorava il quadrante, lo strumento con il quale misurava la posizione delle stelle. Il Quadrate Murale ha dato il nome allo sciame meteorico delle Quadrantidi, che originano da questo punto del cielo nel mese di gennaio.

Un viaggio in Lapponia? Ricordiamolo con la costellazione della “Renna”! Di nuovo l’astronomo Monnier é l’autore della nascita di questa nuova costellazione che collocò nel pressi del polo nord celeste tra le costellazioni di Cefeo e della Giraffa.

Tanto per fare qualche nome, é esistita anche la costellazione del Pangolino, della Patella, della Cozza, del Lombrico e del Telescopio di Herschel!

Ci resta ben poco delle costellazioni obsolete ma essendo esistite per periodi di tempo molto lunghi, esse rappresentano comunque una parte della storia dell’astronomia e riflettono il progresso nel nostro modo di comprendere e rappresentare il cielo stellato nel corso dei secoli.

Mika
miketta@gmail.com
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